Reset ma non troppo

Pochino sul disarmo atomico. Bene sull’Afghanistan. Ieri i presidenti Barack Obama e Dmitry Medvedev hanno provato a fare ripartire il motore congelato delle relazioni russo-americane premendo l’ormai famoso tasto reset. Il tema era grande: la storia fa pressione alle nostre spalle e ci spinge inesorabilmente uno contro l’altro, verso un nuovo periodo di confronto duro su tanti temi.
22 AGO 20
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C’è spazio per evitare la nostra inimicizia geopolitica? Il primo tema affrontato è puro ritorno alla Guerra fredda. Il prossimo 5 dicembre scade il trattato Start del 1991 sulla riduzione degli arsenali nucleari. Obama ieri ha ottenuto il taglio delle testate da guerra atomiche sotto alle 1.500-1.675 unità, un segnale incoraggiante, ma nulla di più. Il taglio annunciato sarebbe comunque stato raggiunto lo stesso entro il 2012 grazie al Trattato di Mosca del 2002. L’ostacolo maggiore sulla strada del disarmo è il progetto di scudo spaziale: se un uomo armato di spada incontra uno sfidante con spada e scudo, che volete che faccia?, chiede con velata minaccia un anonimo ufficiale russo alla Reuters. Si procura una spada più lunga. Altro che rinnovo dello Start: se Obama non elimina lo scudo, il suo sogno di denuclearizzazione globale cederà alla nuova corsa agli armamenti.
Sul resto è andata meglio. Le forze armate dei due paesi riprenderanno i contatti, interrotti l’anno scorso a causa della guerra in Georgia. Soprattutto, la Russia concederà un aiuto militare strategico agli americani impegnati in Afghanistan. Gli aerei di Washington potranno sorvolare lo spazio aereo e i convogli potranno portare anche rifornimenti bellici (prima potevano trasportare soltanto cibo o benzina). Ma è ovvio che Mosca ha tutto da guadagnare se qualcun altro le risolve i problemi con l’islamismo militante alle porte sud di casa. Con il disarmo nucleare light e la cooperazione contro i talebani la Casa Bianca e il Cremlino hanno esaurito i discorsi facili. Evviva la piccola intesa ritrovata. Però mancano ancora tutti i capitoli difficili.